Revue de presse 2014

  • Pour le récital « Parfum de Guerre » à Venise (novembre)

Ultimi appuntamenti del Festival “Romanticismo tra guerra e pace”, ormai in dirittura d’arrivo, presso il Palazzetto Bru Zane a Venezia; una rassegna che ha consentito al pubblico di conoscere ed apprezzare opere e autori, non proprio di repertorio, in molti casi accomunati dal tema della guerra, vista non solo come evento legato ad un determinato periodo storico (la guerra franco-prussiana o il primo conflitto mondiale), ma anche come una delle manifestazioni del male, che in varie forme è da sempre nella storia umana, individuale e collettiva, e su cui da sempre l’uomo dolorosamente riflette. È ricorso per questo evento un nome ormai noto al pubblico, che assiduamente affolla gli suggestivi spazi del palazzetto veneziano: quello di Lili Boulanger, una musicista dalle doti straordinarie quanto una precoce vittima dell’invidia del destino, assurta quasi a simbolo di uno dei temi portanti di questa rassegna, vale a dire quello della morte, che – continuamente in agguato – ghermisce nel fiore degli anni, in guerra come in pace, le creature più innocenti e indifese, coloro che l’ingiustamente obliato poeta e filosofo belga Maurice Maeterlinck (l’autore, per intendersi, del Pelléas et Mélisande, messo poi in musica da Debussy) chiama, nel suo Trésor des Humbles, “Les Avertis”.
Questo era, si può dire, anche il tema della serata, di cui stiamo per occuparci, seppur collegato al suo immancabile alter ego,Duo Contrastealmeno in ambito romantico e decadente: quello dell’amore infelice, che, tra l’altro, percorre le 24 poesie della sezione Tristesses, all’interno della raccolta di Francis Jammes, Clairières dans le ciel, composta tra il 1902 e il 1905, che ha offerto il titolo al concerto. Tristesses colpì talmente la ventenne Lili Boulanger, che, dopo aver scelto 13 liriche, diede subito inizio alla composizione, proseguendola a Villa Medici (dove si trovava come concorrente al Prix de Rome, di cui sarebbe risultata vincitrice), per terminarla a Parigi nel 1914, una volta lasciata l’Italia in seguito allo scoppio della Grande Guerra. Intorno al fatidico 1914 sono state composte anche le altre composizioni del ricco programma del concerto, apertosi con “Quatre Odelettes” di Guy di Ropartz, da Jeux rustiques et divins di Henri de Régnier, un poeta simbolista ammiratore di Mallarmé e non a caso uno degli abituali frequentatori dei suoi famosi “martedì”. Di eccezionale livello l’interpretazione di questo come degli altri titoli in programma da parte del tenore Cyrille Dubois, validamente accompagnato al pianoforte da Tristan Raës, con cui – dopo la vittoria conseguita insieme, nel 2009, al Concours in ternational de Chant-Piano “Nadia et Lili Boulanger” – ha instaurato un rapporto di sodalizio artistico, dando vita al “Duo Contraste”, che si è ormai meritato – a dispetto della giovane età dei suoi componenti – un posto di primo piano nel panorama internazionale, soprattutto per quanto concerne il repertorio liederistico non solo francese. Attualmente Dubois e Raës stanno preparando la loro prima incisione, dedicata proprio ai musicisti francesi della Grande Guerra, con il sostegno del Palazzetto Bru Zane.
Dotato di una voce robusta e potente dal bel timbro perlaceo, ma nello stesso tempo capace di sfumature delicate, a mettere in valore ogni particolare del testo poetico, il talentuoso tenore francese ha saputo esprimere con estrema sensibilità, assoluto controllo della voce, fraseggio assolutamente nitido le varie situazioni emotive, che si colgono in queste “Quatre Odelettes”, influenzate dal punto di vista musicale da Debussy: l’atmosfera autunnale in “Si tu disais”…(“Voici l’Automne qui vient et marche/Doucement sur les feuilles sèches), percorsa tuttavia da oscuri presagi (“Écoute le heurt de la hache/Qui, d’arbre en arbre, dans la forêt/Sape et s’ébrèche”), oppure l’enfasi della passione amorosa in “Chante si doucement”..(“Ton pas sur le seuil de ma porte/C’est la Vie et toute la Vie/Qui entre et marche dans ma vie,/Sandale souple ou talon lourd,/Douce ou farouche,/Et le baiser nu de sa bouche/Est tout l’Amour”), così come in “Je n’ai rien que trois feuilles d’or”… la rassegnazione dell’uomo, che ha misteriosamente ricevuto soltanto tre foglie d’oro che “tremblèrent au noir vent des destinées” e “sentent la gloire et la mort”.
Pari sensibilità e varietà espressiva si sono apprezzate nelle mélodies successive: “la Lettre du front” di Pierre Vellones (pseudonino di Pierre Édouard Léon Rousseau), su testo di Marcel Manchez, dallo stile più tradizionale, composta sul fronte della Champagne nel febbraio 1916 tra violenti combattimenti, che esprime lo scoramento del soldato, “rêvant/Des choses mortes”, nel rimpianto dell’amata e dei suoi “aveux de câline enfant”; “La Branche d’acacia” (1916) su testo di Jean Richepin e “Chanson de la rose” (1917) su testo di M. A. Robert, composte anch’esse in piena guerra da Jacques de La Presle, traboccanti di visioni idilliache e sentimenti amorosi, ad esorcizzare l’orrore delle trincee; Heureux ceux qui sont morts sempre di La Presle, su un testo di Charles Péguy, apparsa nel 1920 e dedicata alla memoria dello stesso Péguy, morto al fronte il 5 settembre 1914, che termina con la trionfale celebrazione di coloro che “sont retournés/Dans la première argile et la première terre”; infine il ciclo di Lili Boulanger “Clairières dans le ciel”, che musicalmente si riallaccia all’impressionismo di Debussy, ma contiene altresì qualche riferimento wagneriano, più precisamente il “Motivo del desiderio” dal Tristano, che compare in Si tout ceci n’est qu’un pauvre rêve e in Demain fera un an, la mélodie più lunga a conclusione del ciclo, in cui le campane di Pasqua lanciano rintocchi decisamente funebri, chiusa da una terribile constatazione (“Plus rien. Je n’ai plus rien qui me soutienne”).
Un rintocco funebre risuona ostinatamente anche in “Le Glas” di Louis Vierne, un pezzo per pianoforte solo, dedicato alla memoria dell’amico Alphonse Franc, morto al fronte nel 1916, interpretato con lugubre enfasi ed eccellente padronanza tecnica da Tristan Raës, subito prima di Clarières dans le ciel. Grande successo, suggellato da due preziosi bis, entrambi per canto e pianoforte: “Aux gonces qui se débinent” di Vellones e “Soupir” di Henri Duparc.

en substance:

« Niveau exceptionnel de l’interprétation (…) Cyrille Dubois , habilement accompagné au piano par Tristan Raes , qui – après leur victoire obtenue ensemble, en 2009, au Concours de Chant international  » Nadia et Lili Boulanger – ont établi une collaboration artistique, la création de la » Duo Contraste « , qui a maintenant gagné – en dépit du jeune âge de ses membres – une place de choix sur la scène internationale, en particulier en ce qui concerne le répertoire de lieder non seulement français.
Actuellement Dubois et Raes préparent leur premier enregistrement, consacré aux musiciens français de la Grande Guerre, avec le soutien du Palazzetto Bru Zane.
Avec une voix forte et puissante avec une belle tonalité nacrée, mais en même temps capable de nuances délicates, à mettre en valeur chaque détail du texte poétique, le ténor français talentueux a su exprimer avec une sensibilité extrême, le contrôle absolu de la voix, le phrasé les différentes situations émotionnelles…. »

GBOpera Magazine: http://www.gbopera.it/2014/11/venezia-palazzetto-bru-zane-duo-contraste/

  • A la suite des reprises des Caprices de Marianne (Metz-Massy)

« La distribution de ce soir est quasiment sans faille (…). Marc Scoffoni (Octave) et Cyrille Dubois (Cœlio) sont, dans des registres différents, parfaitement complémentaires ; à la belle voix de baryton et à l’autorité du premier répond la voix de ténor parfaitement menée du second, qui ajoute au personnage un côté rêveur et immature encore accentué par la mise en scène. »

Jean Marcel Humbert, ForumOpéra.
http://www.forumopera.com/les-caprices-de-marianne-massy-sans-epines-mais-pas-sans-parfum

« Le ténor français Cyrille Dubois, n’est pas non plus une découverte. Il a fait partie de l’Atelier Lyrique de l’Opéra de Paris et prête à Coelio, l’amant malheureux de Marianne, un timbre juvénile et doux et une ligne de chant sensible, aux limites de l’évanescence ».

http://www.lemonde.fr/scenes/article/2014/10/24/les-caprices-raffines-de-la-jeune-generation-lyrique_4511759_1654999.html?utm_content=bufferf482e&utm_medium=social&utm_source=facebook.com&utm_campaign=buffer

  • A la suite des Caprices de Marianne (création à Reims en Octobre 14)

« Cyrille Dubois explore dans sa voix la naïveté du jeune homme de manière très juste, avec notamment de belles élancées dans les aigus, ses gestes et ses regards participant efficacement à l’interprétation. »

http://www.resmusica.com/2014/10/22/les-premiers-caprices-de-marianne-a-reims/

« Dans le rôle de Cœlio, Cyrille Dubois qui vit son premier amour et passe de l’adolescence à l’âge adulte avec une remarquable poésie. Tendre, émouvant et délicat il dessine parfaitement bien la passion qui l’anime. »

http://toutelaculture.com/spectacles/opera/les-caprices-de-marianne-un-opera-dhenri-sauguet-leger-et-delicieux-en-tournee/

« Retenons le quatuor principal : la science du legato de Cyrille Dubois (Cœlio, ou l’amant malheureux), éclatant dans son splendide monologue final »

http://www.concertclassic.com/article/les-caprices-de-marianne-de-sauguet-lopera-de-reims-pari-gagne-compte-rendu#sthash.uDmJawtg.dpuf

«  Cyrille Dubois est en revanche le plus touchant des Coelio, à la ligne de chant d’une délicatesse de chaque instant, composant un personnage fragile, un enfant comme nous le montre ce moment où, par une judicieuse idée de mise en scène, sa mère lui donne le bain »

http://www.forumopera.com/les-caprices-de-marianne-reims-la-poupee-qui-dit-non

  • Pour le Saphir de Félicien David au théâtre des bouffes du Nord (Paris) Juin 2014

Après avoir tenu il y quelques semaines la partie de ténor solo du Désert à la Cité de musique, Cyrille Dubois (photo) se fait a nouveau l’avocat de Félicien David et s’empare du rôle de Gaston avec un tact et une élégance remarquables.

Alain Cochard: Concert Classique.

http://www.concertclassic.com/article/2eme-festival-palazzetto-bru-zane-aux-bouffes-du-nord-aventureux-alberic-charmant-felicien

Cyrille Dubois, enfin, reste un bonheur à entendre à chaque nouvelle occasion d’apprécier son talent : nuances admirables, incarnation réelle, on a hâte de le retrouver bientôt.

Laurent Bury: http://www.forumopera.com/le-saphir-paris-all-is-well-that-ends-well

  • Pour le Désert de Félicien David à la cité de la musique mai 2014 :

Pour le reste, personne n’aurait soupçonné à l’entendre que Cyrille Dubois était indisposé : dans « O nuit, ô belle nuit », cet ancien élève de l’Atelier lyrique de l’Opéra de Paris multiplie les prodiges de raffinement dans l’émission des notes aiguës, avec une subtilité de nuances qui laisse rêveur et qui transfigure la médiocrité des vers de Colin (le voluptueux « Ma belle nuit, ô sois plus lente » est nettement plus inspiré).

Laurent Bury: http://www.forumopera.com/spectacle/entre-tant-de-beautes-dans-lorient-choisies

  • Pour Castor et Pollux à l’Opéra Comique (Paris) Mars 2014:

On accordera une mention particulière à Cyrille Dubois, […] qui incarne avec le même brio le vigoureux Spartiate et le subtil Mercure. Voilà un ténor comme on les aime, qui trouve le style
idoine aussi bien dans Brighella d’Ariadne auf Naxos (dans le mémorable spectacle donné en juin 2013 à l’Athénée), dans les mélodies de Lili Boulanger

Christian Wasselin – Webthea http://www.webthea.com/Rameau-et-ses-jumeaux-4064

  • Pour Ariadne auf Naxos à Toulon mars 2014:

« citons surtout […] le bondissant Maître à danser de Cyrille Dubois (également Brighella), voix lumineuse et acteur jamais à court d’entrechats, qui donne un relief inhabituel au personnage.  »
http://www.odb-opera.com/viewtopic.php?f=6&t=13845

Le reste du plateau est irréprochable, avec une mention pour le très jeune et déjà si talentueux ténor français Cyrille Dubois (Maître à danser/Brighella) qui exalte tant par son chant généreux que par son jeu virevoltant. Il ne fait que confirmer tous les espoirs que nous avons placé en lui depuis sa magnifique prestation du rôle de Gérald dans Lakmé à Saint-Etienne.

Emmanuel Andrieu – Opera Online, http://www.opera-online.com/columns/manu34000/ariadne-auf-naxos-a-toulon

  • A la suite de la série d’Alcina à Garnier (Opéra National de Paris), février 14 :

«  Le très prometteur ténor français Cyrille Dubois – révélé en novembre dernier dans la Lakmé stéphanoise puis dans la production lyonnaise des Contes d’Hoffman un mois plus tard – offre une prestation très volontaire dans le rôle d’Oronte, et régale nos oreilles avec son timbre ravissant, et sa technique (déjà) sans faille. »

Emmanuel Andrieu, Opéra Online ; http://www.opera-online.com/columns/manu34000/alcina-au-palais-garnier

« Remarquons l’illustre Oronte du ténor Cyrille Dubois que nous suivons depuis quelque temps. Depuis son premier air « Semplicetto ! A donna credi » nous apprécions sa voix plus mature et plus brillante que jamais. S’il ne chante que trois airs au cours des trois heures, chaque fois qu’il intervient sa colorature impeccable, sa belle présence sur scène et sa charmante complicité avec les autres chanteurs éblouissent. »

Sabino Pena Arcia, Classicnews.com ;

http://www.classiquenews.com/compte-rendu-opera-paris-opera-national-de-paris-palais-garnier-le-25-janvier-2014-haendel-alcina-myrto-papatanasiu-sandrine-piau-cyrille-dubois-les-talens-lyriques-christophe-rousset/

« Oronte impeccable de Cyrille Dubois, au ténor velouté »

Chantal Cazaux, Avant Scène Opéra ; http://www.asopera.fr/critique-alcina-r370.htm

« Quant à Cyrille Dubois, il poursuit le parcours sans faute qu’il mène depuis quelque temps, offrant après son Gerald à Saint-Etienne une nouvelle confirmation de son talent, avec cet Oronte aux aigus claironnants. »

Laurent Bury, forumopéra.com ;

http://www.forumopera.com/index.php?mact=News%2Ccntnt01%2Cprint%2C0&cntnt01articleid=6070&cntnt01showtemplate=false&cntnt01lang=fr_FR&cntnt01returnid=54

« les deux petits rôles masculins sont tout aussi épatants, singulièrement le jeune ténor français Cyrille Dubois »

Jean-Pierre Rousseau, blog ;

http://jeanpierrerousseaublog.com/2014/01/26/lopera-comme-je-laime/

« Que des applaudissements (et beaucoup d’espoirs) en revanche pour Cyrille Dubois, issu de l’Atelier lyrique de l’ONP, excellent dans les trois airs d’Oronte : aigu insolent d’aisance, vocalises qui passent avec facilité … chapeau ! »

Blog, ilteneromomento ; http://ilteneromomento.com/alcina-opera-garnier/

Ténor